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TAGLIATI GLI ALBERI, SEPOLTA LA STORIA: PAVIMENTI GRIGI AL POSTO DEL VERDE
"Una nuova piazza data ai cittadini, un’importante opportunità di uno spazio sottratto alle auto, ma anche una grande occasione perduta!!!
Sarebbe stato sufficiente spendere molto meno per avere PIÙ AIUOLE INERBITE E PREZIOSI ALBERI anzicchè cementare e lastricare l’intera piazza…è l’amara considerazione del WWF Penisola Sorrentina….Mentre in tutte le città d’Italia paesaggisti e progettisti del verde fanno a gara a portare alberi e “parvenze di Natura” nelle città, per renderle più vivibili a cittadini e turisti, ancora una volta l’Amministrazione di Sorrento si è distinta per la sua miopia sradicando, in piazza Veniero, quello che era un vero polmone di verde, nella convinzione che sostituire aiuole ed alberi con pavimentazioni sia da considerarsi necessariamente opera di riqualificazione. Su una superficie di circa 2000mq. si è risparmiato dal cemento poco più di 20mq di aiuole oltre ad una fioriera costruita sul suolo cementato.”
Quello di Piazza Veniero è stato uno scempio annunciato e portato a termine con caparbia dal progettista e dall’ente promotore delle opere, nella totale non considerazione di tutti quei cittadini che avevano fatto sentire forte la loro voce a difesa del verde del loro territorio.
Le richieste erano state portate avanti dal WWF e sollecitate dalla stessa Soprintendenza di Napoli e Provincia a cui l’Amministrazione Comunale di Sorrento non ha dato alcuna importanza.
Il progetto originario di riqualificazione urbana di Piazza Veniero prevedeva il sacrificio di tutti gli alberi dal centro della piazza. Tale progetto fu approvato dalla Soprintendenza (che in seguito inviterà il Comune a non tagliare gli alberi) in quanto dalla descrizione dello stato dei luoghi del progetto, presentato a suo tempo, non si evinceva l’importanza e il valore dei grandi alberi tra l’altro amputati violentemente da drastici tagli prima della presentazione della documentazione.
Trascorsi alcuni anni però, alla data dell’apertura del cantiere, gli alberi si presentavano cresciuti enormemente, in ottima salute e paesisticamente rilevanti, al punto da far scrivere alla Soprintendenza nel settembre 2007: “alla luce delle specificazioni fornite dal WWF in indirizzo sulla qualità e valore delle alberature esistenti, a suo tempo non opportunamente dettagliate nel progetto esaminato, si chiede all’Amministrazione di Sorrento di non procedere al taglio o espianto dei sopra elencati alberi, mantenendo gli stessi nel progetto complessivo di sistemazione della piazza”
Nel febbraio 2008 il Responsabile della Soprintendenza scriveva nuovamente al Sindaco: “Poiché la piazza risulta essere libera da vincoli di altro genere, risultando del tutto priva di strutture edilizie o ulteriori impedimenti, si chiede all’Amministrazione comunale, nello spirito di leale collaborazione che deve improntare l’azione delle pubbliche Amministrazioni, di dare disposizioni al progettista delle opere di prevedere la semplice traslazione del blocco edilizio previsto al centro della piazza, allo scopo di salvaguardare le alberature esistenti”
“In un’epoca in cui si costruiscono città sepolte per centinaia di box-auto, si traforano le montagne, si cementificano spiagge e si progettano mega-opere - ironizzavano allora i responsabili del WWF - riuscire a trovare il modo per slittare un monolocale di 2 metri su di un lato per salvare degli alberi in una piazza destinata ai pedoni, non sarebbe dovuto essere cosa troppo difficile???”
Il WWF ritenendo che fosse assolutamente possibile conciliare la sopravvivenza degli alberi col progetto di rifacimento dell’intera Piazza Veniero, si interessò al problema raccogliendo in una petizione ben 500 firme da parte dei cittadini che non volevano l’eliminazione degli alberi.
Successivamente ci fu un incontro tra il progettista arch.Rossano Astarita, l’Assessore Mariano Russo ed i responsabili del WWF, ma tale incontro in cui venne redatto un verbale fu unicamente utilizzato per strumentalizzare il ruolo del WWF che si è sempre battuto, e continuerà a farlo, per impedire l’inutile distruzione del sempre più precario patrimonio arboreo della Penisola Sorrentina.
“Nero su bianco” l’architetto e i firmatari si impegnavano, nell’accordo siglato, a sostituire gli aranci eliminati con altrettante piante che avessero al momento dell’impianto già discrete dimensioni…in tal modo, a detta del progettista, il danno creato dall’eliminazione degli splendidi agrumi, innestati magistralmente anche a limone, sarebbe stato bilanciato con nuovi alberi di pronto effetto.…ma tra il dire e il fare…E’ chiaro a tutti oggi che i nuovi alberelli sono nettamente inferiori di dimensione ai preesistenti.
Inoltre nello stesso accordo siglato l’Amministrazione si impegnava, nel caso si fosse reso necessario il sacrificio di un esemplare di cedro, a destinare una nuova aiuola con altra specie appartenente alla tradizione mediterranea, già di pronto effetto e di notevoli dimensioni…quasi un “obolo” per i tanti (oltre 30!!!) alberi eliminati e le centinaia di lauri e piante da siepe sparite.
Impegno anche questo non mantenuto!!!
Successivamente nel corso dei lavori, ed è storia ormai nota, vennero alla luce resti di grande valore archeologico. Ci fu l’ennesima mobilitazione dei sorrentini (con nuova petizione e 1000 firme raccolte) che dimostrò, per la seconda volta, un forte senso civico e di appartenenza al proprio territorio. Ciononostante, per motivi di ordine economico addotti a giustificazione dall’amministrazione, si decise di RISEPPELLIRE ciò che, solo ACCIDENTALMENTE (???), era balzato agli occhi del popolo incredulo ed entusiasta!!!
“Non è la prima volta – aggiunge Claudio d’Esposito - che nella completa ignoranza dell’immenso valore storico-artistico delle testimonianze archeologiche del nostro territorio si finisce per violentarle, danneggiarle o, nella migliore delle ipotesi, occultarle!!! E’ quanto accade anche per la natura. Il filo conduttore della difesa del patrimonio artistico e di quello ambientale di un territorio è proprio nella sua conoscenza. Il caso di piazza Veniero a Sorrento è solo l’ultimo triste esempio: si è preferito, con caparbia e ostinazione, portare avanti il progetto della costruzione dell’ennesimo manufatto, sacrificando, assieme all’enorme e maestoso Cedro del Libano, un intero polmone di alberi ed occultando scavi archeologici di massimo interesse!!!” |