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Ambiente e Natura


Sorrento - Inaugurata Piazza Veniero - Il comunicato del WWF

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Ambiente
Scritto da Claudio d'Esposito   
Venerdì 12 Febbraio 2010 12:57

wwfTAGLIATI GLI ALBERI, SEPOLTA LA STORIA: PAVIMENTI GRIGI AL POSTO DEL VERDE

"Una nuova piazza data ai cittadini, un’importante opportunità di uno spazio sottratto alle auto, ma anche una grande occasione perduta!!!

Sarebbe stato sufficiente spendere molto meno per avere PIÙ AIUOLE INERBITE E PREZIOSI ALBERI anzicchè cementare e lastricare l’intera piazza…è l’amara considerazione del WWF Penisola Sorrentina….Mentre in tutte le città d’Italia paesaggisti e progettisti del verde fanno a gara a portare alberi e “parvenze di Natura” nelle città, per renderle più vivibili a cittadini e turisti, ancora una volta l’Amministrazione di Sorrento si è distinta per la sua miopia sradicando, in piazza Veniero, quello che era un vero polmone di verde, nella convinzione che sostituire aiuole ed alberi con pavimentazioni sia da considerarsi necessariamente opera di riqualificazione.
Su una superficie di circa 2000mq. si è risparmiato dal cemento poco più di 20mq di aiuole oltre ad una fioriera costruita sul suolo cementato.” 

Quello di Piazza Veniero è stato uno scempio annunciato e portato a termine con caparbia dal progettista e dall’ente promotore delle opere, nella totale non considerazione di tutti quei cittadini che avevano fatto sentire forte la loro voce a difesa del verde del loro territorio.

Le richieste erano state portate avanti dal WWF e sollecitate dalla stessa Soprintendenza di Napoli e Provincia a cui l’Amministrazione Comunale di Sorrento non ha dato alcuna importanza.

Il progetto originario di riqualificazione urbana di Piazza Veniero prevedeva il sacrificio di tutti gli alberi dal centro della piazza. Tale progetto fu approvato dalla Soprintendenza (che in seguito inviterà il Comune a non tagliare gli alberi) in quanto dalla descrizione dello stato dei luoghi del progetto, presentato a suo tempo, non si evinceva l’importanza e il valore dei grandi alberi tra l’altro amputati violentemente da drastici tagli prima della presentazione della documentazione.

Trascorsi alcuni anni però, alla data dell’apertura del cantiere, gli alberi si presentavano cresciuti enormemente, in ottima salute e paesisticamente rilevanti, al punto da far scrivere alla Soprintendenza nel settembre 2007: “alla luce delle specificazioni fornite dal WWF in indirizzo sulla qualità e valore delle alberature esistenti, a suo tempo non opportunamente dettagliate nel progetto esaminato, si chiede all’Amministrazione di Sorrento di non procedere al taglio o espianto dei sopra elencati alberi, mantenendo gli stessi nel progetto complessivo di sistemazione della piazza”

Nel febbraio 2008 il Responsabile della Soprintendenza scriveva nuovamente al Sindaco: “Poiché la piazza risulta essere libera da vincoli di altro genere, risultando del tutto priva di strutture edilizie o ulteriori impedimenti, si chiede all’Amministrazione comunale, nello spirito di leale collaborazione che deve improntare l’azione delle pubbliche Amministrazioni, di dare disposizioni al progettista delle opere di prevedere la semplice traslazione del blocco edilizio previsto al centro della piazza, allo scopo di salvaguardare le alberature esistenti”

“In un’epoca in cui si costruiscono città sepolte per centinaia di box-auto, si traforano le montagne, si cementificano spiagge e si progettano mega-opere - ironizzavano allora i responsabili del WWF - riuscire a trovare il modo per slittare un monolocale di 2 metri su di un lato per salvare degli alberi in una piazza destinata ai pedoni, non sarebbe dovuto essere cosa troppo difficile???”

Il WWF ritenendo che fosse assolutamente possibile conciliare la sopravvivenza degli alberi col progetto di rifacimento dell’intera Piazza Veniero, si interessò al problema raccogliendo in una petizione ben 500 firme da parte dei cittadini che non volevano l’eliminazione degli alberi.

Successivamente ci fu un incontro tra il progettista arch.Rossano Astarita, l’Assessore Mariano Russo ed i responsabili del WWF, ma tale incontro in cui venne redatto un verbale fu unicamente utilizzato per strumentalizzare il ruolo del WWF che si è sempre battuto, e continuerà a farlo, per impedire l’inutile distruzione del sempre più precario patrimonio arboreo della Penisola Sorrentina.

“Nero su bianco” l’architetto e i firmatari si impegnavano, nell’accordo siglato, a sostituire gli aranci eliminati con altrettante piante che avessero al momento dell’impianto già discrete dimensioni…in tal modo, a detta del progettista, il danno creato dall’eliminazione degli splendidi agrumi, innestati magistralmente anche a limone, sarebbe stato bilanciato con nuovi alberi di pronto effetto.…ma tra il dire e il fare…E’ chiaro a tutti oggi che i nuovi alberelli sono nettamente inferiori di dimensione ai preesistenti.

Inoltre nello stesso accordo siglato l’Amministrazione si impegnava, nel caso si fosse reso  necessario il sacrificio di un esemplare di cedro, a destinare una nuova aiuola con altra specie appartenente alla tradizione mediterranea, già di pronto effetto e di notevoli dimensioni…quasi un “obolo” per i tanti (oltre 30!!!) alberi eliminati e le centinaia di lauri e piante da siepe sparite.

Impegno anche questo non mantenuto!!!

Successivamente nel corso dei lavori, ed è storia ormai nota, vennero alla luce resti di grande valore archeologico. Ci fu l’ennesima mobilitazione dei sorrentini (con nuova petizione e 1000 firme raccolte) che dimostrò, per la seconda volta, un forte senso civico e di appartenenza al proprio territorio. Ciononostante, per motivi di ordine economico addotti a giustificazione dall’amministrazione, si decise di RISEPPELLIRE ciò che, solo ACCIDENTALMENTE (???), era balzato agli occhi del popolo incredulo ed entusiasta!!!

“Non è la prima volta – aggiunge Claudio d’Esposito - che nella completa ignoranza dell’immenso valore storico-artistico delle testimonianze archeologiche del nostro territorio si finisce per violentarle, danneggiarle o, nella migliore delle ipotesi, occultarle!!! E’ quanto accade anche per la natura. Il filo conduttore della difesa del patrimonio artistico e di quello ambientale di un territorio è proprio nella sua conoscenza. Il caso di piazza Veniero a Sorrento è solo l’ultimo triste esempio: si è preferito, con caparbia e ostinazione, portare avanti il progetto della costruzione dell’ennesimo manufatto, sacrificando, assieme all’enorme e maestoso Cedro del Libano, un intero polmone di alberi ed occultando scavi archeologici di massimo interesse!!!” 

 

Università di Napoli - Facoltà di Agraria - Porte Aperte 2010

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Ambiente
Scritto da Administrator   
Mercoledì 17 Febbraio 2010 00:33

Facoltà di Agraria - Università degli Studi di Napoli Federico II Il giorno 24 febbraio la Facoltà di Agraria, dell'Università degli Studi di Napoli Federico II,  sarà aperta agli studenti delle scuole superiori interessate offrendo delle visite guidate alle strutture della Facoltà.
Dalle ore 9.30, nell’Aula Cinese della Facoltà di Agraria, funzionerà un servizio di accoglienza ed il saluto del Preside.





I diversi gruppi potranno seguire una o più delle seguenti visite guidate:
- Orto Botanico
- Museo Entomologico
- Laboratorio didattico di Chimica
- Laboratorio didattico di Biotecnologie
- Laboratorio didattico di Microscopia
- Stazione di Microbiologia industriale
- Laboratorio di Informatica.

 

WWF Penisola Sorrentina - Pineta Le Tore - Liberazione di una Poiana

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Ambiente
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Febbraio 2010 20:53
Nella mattinata di sabato 13 febbraio, nella Pineta Le Tore di Sorrento,  il Wwf Penisola sorrentina assieme ad amici escursionisti e alla presenza di un gruppo di alunni della Scuola Media T. Tasso di Sorrento, libererà uno stupendo esemplare di Poiana (Buteo-buteo) recuperato qualche mese fa a Sorrento, in via degli aranci, ferito a un’ala da un cacciatore.

Questa è la risposta dell’associazione ambientalista all’articolo 38 della Legge Comunitaria  approvata dal Senato che permette ai cacciatori di sparare tutto l’anno. Dopo averla curata da una ferita da arma da fuoco, l’uccello è pronto a riprendere il suo volo. Alla zampetta dell’animale è stato messo un apposito anello di riconoscimento in caso di ennesimo rinvenimento. Il volo libero della Poiana diventa il simbolo della battaglia che il Wwf sta facendo per scongiurare il pericolo che l’incriminato articolo 38 possa avere l’approvazione della Camera.

"La Poiana presentava una ferita all’ala da arma da fuoco e pallini di piombo conficcati nel corpo, fortunatamente non in organi vitali. Ha subito un delicato intervento chirurgico al Centro di Recupero Il Frullone di Napoli a cui ha fatto seguito una lunga riabilitazione al volo in apposite voliere – racconta Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – "E’ impossibile confondere un uccello rapace con apertura alare di quasi un metro e mezzo con qualsiasi altra specie. Se tali animali vengono abbattuti lo sono deliberatamente, e questo ci dovrebbe far riflettere sulla professionalità e la civiltà inesistente da parte di diverse persone che continuano ad “imbracciare”, per 5 mesi, indebitamente e pericolosamente un arma da fuoco…e se a ciò aggiungiamo il vergognoso blitz avvenuto al Senato che permette la caccia tutto l'anno, allora l'argomento diventa più che mai d'attualità”.

 

L’Italia vanta il primato europeo dei marchi riconosciuti di olio extra vergine d'oliva: 38 le DOP e 1 IGP Toscano

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Ambiente
Scritto da Administrator   
Mercoledì 03 Febbraio 2010 16:45
iItalia_DOP

L’Italia vanta il primato europeo dei marchi riconosciuti di olio extra vergine d'oliva: 38 le DOP e 1 IGP Toscano.

 

ABRUZZO  
Aprutino Pescarese
(prov. di Pescara)
Colline Teatine (prov. di Chieti)
Pretuziano delle Colline Teramane (prov. di Teramo)

BASILICATA  
Vulture (intero territorio della regione Basilicata) *

CALABRIA  
Alto Crotonese
(prov. di Crotone)
Bruzio (prov. di Cosenza)
Lametia (prov. di Catanzaro)

CAMPANIA  
Cilento
(prov. di Salerno)
Colline Salernitane (prov. di Salerno)
Penisola Sorrentina (prov. di Napoli)
Irpinia – Colline dell’Ufita (prov. di Avellino)*
Terre Aurunche (prov. di Caserta) *



EMILIA ROMAGNA  
Brisighella
(prov. di Forlì-Cesena e Ravenna)
Colline di Romagna (prov. di Rimini, Forlì-Cesena)

FRIULI VENEZIA GIULIA  
Tergeste (
prov. di Trieste)

LAZIO  
Canino
(prov. di Viterbo)
Sabina (prov. di Roma e Rieti)
Tuscia (prov. di Viterbo)
Soratte (prov. di Roma) *
Colline Pontine (prov. di Latina) *

LIGURIA  
Riviera Ligure
(intero territorio della regione)

LOMBARDIA  
Garda
(prov. di Brescia, Mantova)
Laghi Lombardi (prov. di Brescia, Bergamo, Como e Lecco)

 MARCHE  
Cartoceto
(prov. Pesaro-Urbino)

MOLISE  
Molise
(intero territorio della regione)

PUGLIA  
Collina di Brindisi (prov. di Brindisi)
Dauno (prov. di Foggia)
Terra di Bari (prov. di Bari)
Terra d’Otranto (prov. di Brindisi, Lecce, Taranto)
Terre Tarentine (prov. di Taranto)

SARDEGNA  
Sardegna
(intero territorio della regione)

SICILIA  
Monte Etna
(prov. di Catania, Enna e Messina)
Monti Iblei (prov. di Siracusa, Ragusa e Catania)
Val di Mazara (prov. di Palermo e Agrigento)
Valdemone (prov. di Messina)
Valle del Belice (prov. di Trapani)
Valli Trapanesi (prov. di Trapani)
Colli Nisseni (prov. di Caltanisetta) *
Colline Ennesi (prov. di Enna) *

TOSCANA  
IGP Toscano
(intero territorio della regione)
Chianti Classico (prov. di Firenze e Siena)
Lucca (prov. di Lucca)
Terre di Siena (prov. di Siena)
Colline di Firenze (prov. di Firenze) *
Seggiano (prov. di Grosseto) *

TRENTINO ALTO ADIGE  
Garda
(prov. di Trento)

UMBRIA  
Umbria
(intero territorio della regione)

VENETO  
Garda
(prov. di Verona)
Veneto Valpolicella, Veneto Euganei e Berici, Veneto del Grappa (prov. di Verona, Padova, Vicenza e Treviso)

* DOP in protezione transitoria, la forma di tutela valida solo sul territorio nazionale poiché in attesa del riconoscimento definito dell’UE.

 

Gli Oli a Denominazione di Origine Protetta

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Ambiente
Scritto da Administrator   
Martedì 02 Febbraio 2010 20:16

Gli oli di qualità riconosciuti in tutta l’UE, i 38 italiani rappresentano il 39%, mentre più distanti figurano i prodotti di altri Paesi vocati all’olivicoltura come la Grecia, con 26 riconoscimenti e la Spagna, con 20.


Tra le province italiane con maggiori riconoscimenti di oli Dop e Igp figurano quelle di Trapani e Siena. Al paniere di oli di oliva già riconosciuti dovrebbero aggiungersi a breve altri dieci prodotti che sono al momento in attesa dell’imprimatur comunitario, provenienti in particolare dalla Campania ma anche dal Lazio, dalla Sicilia e dalla Toscana.

Federdop - Oli di qualità in UE

Il comparto degli oli Dop e Igp presenta un numero di riconoscimenti piuttosto elevato, ma a questo ammontare non corrisponde un altrettanto forte livello di produzione certificata. Il comparto degli oli extravergini a denominazione di origine ha segnato nel 2007 il calo più consistente di tutti gli altri settori.

Nel 2007, secondo i dati raccolti a cura dell’Ismea, il comparto ha segnato un calo sia in termini di produzione certificata che di fatturato franco azienda (rispettivamente, -7% e -6,4%). Tale andamento dipende soprattutto dal forte calo della produzione certificata di olio Toscano (-18%) che si è ripercosso sullo stesso prodotto anche in valore (-8,8%) e che ha influenzato l’intero

comparto, mentre per il Terra di Bari ad un incremento della produzione certificata del 9% è corrisposto un calo del 5% del fatturato all’origine.

Le denominazioni con la produzione certificata più elevata sono rappresentate dall’olio “Toscano Igp” e dal “Terra di Bari Dop”, con una produzione che nel 2007 ha superato rispettivamente le 2.700 e le 1.300 tonnellate. Con queste due sole denominazioni si sfiora il 60% della produzione certificata complessiva del comparto oleicolo a denominazione di origine.

 
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