“Si ritiene l’opera non compatibile con le istanze di tutela dell’area e con le finalità di salvaguardia dei valori paesaggistici contemplate dal PUT. Infatti il progetto, se realizzato, oltre a comportare notevole alterazione delle caratteristiche del sito, sortirebbe l’effetto di portare alla distruzione di un agrumeto tipico sorrentino caratterizzato da un consistente e notevole patrimonio arboreo costituito anche da pregevolissime alberature di ulivi…” cosi’ il Soprintendente, nel Giugno 2004, annullava il provvedimento rilasciato dal Sindaco di Sorrento con cui si autorizzava il parcheggio interrato in via degli Aranci/via Fuorimura, e non a torto, visto che proprio in quel fondo vegeta da oltre 3 secoli uno degli ulivi più spettacolare ed insoliti di tutta Sorrento, con una circonferenza del tronco di quasi 5 metri!!!
E proprio mentre a Sorrento si è conclusa la III edizione del Premio Nazionale Olio DOP Sirena d’Oro di Sorrento…..rischiamo di perdere per sempre uno dei più maestosi e singolari patriarchi arborei: l’olivo di Manniello, la cui unica sfortuna è di trovarsi inglobato in un agrumeto che solo perché non più redditizio, qualcuno definisce un museo degli orrori improduttivo… e quindi da distruggere…per poi ricostruirlo “geometricamente” su di 1 metro di terra!!!
A giorni (giovedì 24 Marzo) infatti il TAR si dovrà pronunciare in merito al ricorso proposto dai Manniello per l’annullamento del decreto della Soprintendenza che il 18 Giugno 2004 bloccò la realizzazione del parcheggio. In questa vicenda, alcuni dei cittadini confinanti con l’agrumeto in questione, si sono costituiti ad opponendum al ricorso dei Mannello nella speranza di bloccare definitivamente l’ennesimo scempio ambientale in via degli Aranci. Il Settore Flora del WWF Penisola Sorrentina, nell’ambito dell’Operazione Grandi Alberi, aveva già censito nell’Estate scorsa il grande ulivo plurisecolare nella proprietà in oggetto, grazie alle foto ed alle informazione giunte alla nostra Associazione.
Alleghiamo di seguito, uno stralcio della scheda di rilevamento del Grande Albero.
E proprio mentre a Sorrento si è conclusa la III edizione del Premio Nazionale Olio DOP Sirena d’Oro di Sorrento…..rischiamo di perdere per sempre uno dei più maestosi e singolari patriarchi arborei: l’olivo di Manniello, la cui unica sfortuna è di trovarsi inglobato in un agrumeto che solo perché non più redditizio, qualcuno definisce un museo degli orrori improduttivo… e quindi da distruggere…per poi ricostruirlo “geometricamente” su di 1 metro di terra!!!
A giorni (giovedì 24 Marzo) infatti il TAR si dovrà pronunciare in merito al ricorso proposto dai Manniello per l’annullamento del decreto della Soprintendenza che il 18 Giugno 2004 bloccò la realizzazione del parcheggio. In questa vicenda, alcuni dei cittadini confinanti con l’agrumeto in questione, si sono costituiti ad opponendum al ricorso dei Mannello nella speranza di bloccare definitivamente l’ennesimo scempio ambientale in via degli Aranci. Il Settore Flora del WWF Penisola Sorrentina, nell’ambito dell’Operazione Grandi Alberi, aveva già censito nell’Estate scorsa il grande ulivo plurisecolare nella proprietà in oggetto, grazie alle foto ed alle informazione giunte alla nostra Associazione.
Alleghiamo di seguito, uno stralcio della scheda di rilevamento del Grande Albero.
Aspetto generale e descrizione del portamento
L’ulivo si erge maestoso in un fondo con accesso carrabile da via degli Aranci e pedonale da via Fuorimura.
Con la sua chioma, che fuoriesce dall’agrumeto, è visibile alle spalle dell’acquedotto in via degli Aranci e dall’alto dai condomini che sul fondo si affacciano.
L’esemplare censito presenta un grosso tronco spettacolare il quale appare compatto e robusto.
Le numerose cavità al suo interno causate dall’insorgere di carie da patogeni fungini e la tipica crescita contorta in senso orario, hanno fatto assumere alla pianta una singolare ed insolita forma “intrecciata”.
Il tronco, in direzione est/ovest, si divide ad “Y” (all’altezza di circa 3 mt) in 2 robuste branche primarie anch’esse dall’aspetto “intrecciato”, slanciate verso l’alto, che si biforcano, a loro volta, a circa 4 mt dal suolo. L’aspetto generale è globoso, compatto ed uniforme.
Lo sviluppo equilibrato della chioma e del tronco è stato favorito da fattori vegetazionali ottimali: l’esemplare vegeta isolato e non in competizione con altre essenze arboree, in uno spazio sufficiente ad intercettare la massima energia radiante per consentire la sintesi dei carboidrati da parte dell’apparato fogliare, e con buone disponibilità idriche e nutritive messe a disposizione dal terreno.
Nel vecchio tronco dell’ulivo, “scavato e corrugato” dagli anni, è possibile osservare come, sui detriti delle foglie accumulatesi tra le pieghe della corteccia, vegetino una serie di altre piante, tra cui felci (Asplenio maggiore, Polipodio meridionale), muschi (sul versante Est), oltre che gerani selvatici e grassulacee…
Valore culturale ed interesse storico
L’ulivo censito vegeta all’interno di un terreno privato di circa 30 are, a conduzione agricola. In tale fondo sono diverse le varietà arboree presenti, la maggior parte costituita da specie del genere Citrus (aranci, limoni, etc.) inserite originariamente nel tipico impianto a sesto sorrentino consociate con altre piante arboree e con le viti.
L’esemplare in oggetto, plurisecolare, è il più grosso tra gli altri olivi presenti nel fondo.
Tra gli altri alberi presenti nell’area, spicca la presenza tra i fruttiferi (fichi, pruni, nespoli, etc.) di alcuni ciliegi di cui uno sito nei pressi del grosso ulivo chiaramente visibile dall’esterno della proprietà e con molta probabilità di oltre mezzo secolo di età.
Le specie erbacee che vegetano alla base degli alberi sono le più disparate.
Tale area, però, in alcuni punti, a causa della mancanza di interventi colturali programmati e continuativi, ha subito nel tempo una sorta di processo di “naturalizzazione”.
Tale contesto ha, senza dubbio, favorito il formarsi di un habitat idoneo ad ospitare ed incentivare la presenza di un gran numero di animali appartenenti alla fauna selvatica: insetti, farfalle, lucertole, mammiferi ed uccelli che hanno trovato nel fondo in oggetto riparo e cibo.
In tale ottica, il grosso ulivo secolare e l’intero fondo agricolo limitrofo costituiscono l’habitat ideale per la nidificazione di numerose specie di uccelli... ...Nei giorni primaverili, è chiaramente visibile la frenetica attività delle coppie della specie capinera, in un continuo andirivieni, nei pressi del grosso olivo plurisecolare.
Il fondo in oggetto si inserisce all’interno di un contesto già fortemente compromesso dall’attività antropica di urbanizzazione, costituendo, proprio per questo, un importante sito superstite di grande valore storico, paesaggistico oltre che naturale.
Tra gli altri validi motivi che spingono alla necessità di tutelare il grande patriarca arboreo, e con esso l’intera area in cui esso vegeta, va sottolineato, senza alcun dubbio, il ruolo fondamentale di “polmone verde” che svolgono gli alberi dell’area in oggetto (sita nelle immediate adiacenze di numerose abitazioni), contribuendo, con le loro folte chiome, ad ossigenare l’aria ed a purificarla dai gas di scarico delle autovetture, proprio in prossimità di un’arteria stradale (quella di via degli Aranci) dove il traffico è intenso ed a tratti caotico.
“E’ facile, dunque, comprendere come il grosso ulivo plurisecolare di 300 anni, e le altre piante presenti nel fondo, abbiano in tale ottica, ancor di più, un’importanza strategica dal punto di vista ambientale, oltre che paesaggistico e storico, e come assuma carattere prioritario e di emergenza il riuscire a tutelarlo in futuro.
L’olivo censito rappresenta un’esemplare unico in Penisola Sorrentina e per la Regione Campania.
Si sottolinea che le componenti del paesaggio sono varie e molteplici e che il rispetto dell’elemento naturalistico deve essere particolarmente considerato, pur nel rispetto delle legittime esigenze di trasformazione del territorio, perché esso è unico e insostituibile e costituisce spesso l’essenza culturale di un popolo.
Il tema degli alberi monumentali è il primo aspetto inerente il paesaggio ed è sempre più necessario un intervento di tipo culturale, indirizzato alla sensibilizzazione della collettività sull’importanza della tutela dei lineamenti peculiari del nostro paesaggio in quanto testimonianza di civiltà e di valori aggiunti di rilievo, anche turistico. Proprio per questo l’olivo monumentale da noi censito deve essere vincolato e protetto per poter continuare a testimoniare la vocazione olivicola del territorio e fungere da attrattore turistico”.
Fonte - Comunicato stampa WWF Penisola Sorrentina
L’ulivo si erge maestoso in un fondo con accesso carrabile da via degli Aranci e pedonale da via Fuorimura.
Con la sua chioma, che fuoriesce dall’agrumeto, è visibile alle spalle dell’acquedotto in via degli Aranci e dall’alto dai condomini che sul fondo si affacciano.
L’esemplare censito presenta un grosso tronco spettacolare il quale appare compatto e robusto.
Le numerose cavità al suo interno causate dall’insorgere di carie da patogeni fungini e la tipica crescita contorta in senso orario, hanno fatto assumere alla pianta una singolare ed insolita forma “intrecciata”.
Il tronco, in direzione est/ovest, si divide ad “Y” (all’altezza di circa 3 mt) in 2 robuste branche primarie anch’esse dall’aspetto “intrecciato”, slanciate verso l’alto, che si biforcano, a loro volta, a circa 4 mt dal suolo. L’aspetto generale è globoso, compatto ed uniforme.
Lo sviluppo equilibrato della chioma e del tronco è stato favorito da fattori vegetazionali ottimali: l’esemplare vegeta isolato e non in competizione con altre essenze arboree, in uno spazio sufficiente ad intercettare la massima energia radiante per consentire la sintesi dei carboidrati da parte dell’apparato fogliare, e con buone disponibilità idriche e nutritive messe a disposizione dal terreno.
Nel vecchio tronco dell’ulivo, “scavato e corrugato” dagli anni, è possibile osservare come, sui detriti delle foglie accumulatesi tra le pieghe della corteccia, vegetino una serie di altre piante, tra cui felci (Asplenio maggiore, Polipodio meridionale), muschi (sul versante Est), oltre che gerani selvatici e grassulacee…
Valore culturale ed interesse storico
L’ulivo censito vegeta all’interno di un terreno privato di circa 30 are, a conduzione agricola. In tale fondo sono diverse le varietà arboree presenti, la maggior parte costituita da specie del genere Citrus (aranci, limoni, etc.) inserite originariamente nel tipico impianto a sesto sorrentino consociate con altre piante arboree e con le viti.
L’esemplare in oggetto, plurisecolare, è il più grosso tra gli altri olivi presenti nel fondo.
Tra gli altri alberi presenti nell’area, spicca la presenza tra i fruttiferi (fichi, pruni, nespoli, etc.) di alcuni ciliegi di cui uno sito nei pressi del grosso ulivo chiaramente visibile dall’esterno della proprietà e con molta probabilità di oltre mezzo secolo di età.
Le specie erbacee che vegetano alla base degli alberi sono le più disparate.
Tale area, però, in alcuni punti, a causa della mancanza di interventi colturali programmati e continuativi, ha subito nel tempo una sorta di processo di “naturalizzazione”.
Tale contesto ha, senza dubbio, favorito il formarsi di un habitat idoneo ad ospitare ed incentivare la presenza di un gran numero di animali appartenenti alla fauna selvatica: insetti, farfalle, lucertole, mammiferi ed uccelli che hanno trovato nel fondo in oggetto riparo e cibo.
In tale ottica, il grosso ulivo secolare e l’intero fondo agricolo limitrofo costituiscono l’habitat ideale per la nidificazione di numerose specie di uccelli... ...Nei giorni primaverili, è chiaramente visibile la frenetica attività delle coppie della specie capinera, in un continuo andirivieni, nei pressi del grosso olivo plurisecolare.
Il fondo in oggetto si inserisce all’interno di un contesto già fortemente compromesso dall’attività antropica di urbanizzazione, costituendo, proprio per questo, un importante sito superstite di grande valore storico, paesaggistico oltre che naturale.
Tra gli altri validi motivi che spingono alla necessità di tutelare il grande patriarca arboreo, e con esso l’intera area in cui esso vegeta, va sottolineato, senza alcun dubbio, il ruolo fondamentale di “polmone verde” che svolgono gli alberi dell’area in oggetto (sita nelle immediate adiacenze di numerose abitazioni), contribuendo, con le loro folte chiome, ad ossigenare l’aria ed a purificarla dai gas di scarico delle autovetture, proprio in prossimità di un’arteria stradale (quella di via degli Aranci) dove il traffico è intenso ed a tratti caotico.
“E’ facile, dunque, comprendere come il grosso ulivo plurisecolare di 300 anni, e le altre piante presenti nel fondo, abbiano in tale ottica, ancor di più, un’importanza strategica dal punto di vista ambientale, oltre che paesaggistico e storico, e come assuma carattere prioritario e di emergenza il riuscire a tutelarlo in futuro.
L’olivo censito rappresenta un’esemplare unico in Penisola Sorrentina e per la Regione Campania.
Si sottolinea che le componenti del paesaggio sono varie e molteplici e che il rispetto dell’elemento naturalistico deve essere particolarmente considerato, pur nel rispetto delle legittime esigenze di trasformazione del territorio, perché esso è unico e insostituibile e costituisce spesso l’essenza culturale di un popolo.
Il tema degli alberi monumentali è il primo aspetto inerente il paesaggio ed è sempre più necessario un intervento di tipo culturale, indirizzato alla sensibilizzazione della collettività sull’importanza della tutela dei lineamenti peculiari del nostro paesaggio in quanto testimonianza di civiltà e di valori aggiunti di rilievo, anche turistico. Proprio per questo l’olivo monumentale da noi censito deve essere vincolato e protetto per poter continuare a testimoniare la vocazione olivicola del territorio e fungere da attrattore turistico”.
Fonte - Comunicato stampa WWF Penisola Sorrentina



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