L’istituzione di un museo archeologico della
penisola sorrentina nasce dall’esigenza di raccogliere la
documentazione a nostra disposizione, relativa alla conoscenze storiche
e archeologiche del territorio, secondo criteri moderni e scientifici.
Fondamentale è la carta archeologica della
penisola sorrentina, redatta all’epoca della pubblicazione nel lontano
1946,del libro “Surrentum” della Forma Italiae, di P. Mingazzini e F.
Pfister. Esso resta ancora il punto di partenza della ricerca
archeologica, che racchiude in una sintesi grafica e cartografica tutte
le presenze archeologiche note sia dai dati di archivio che dai
ritrovamenti (quasi sempre occasionali) effettuati fino a quel momento.
Si è avuto, così, un primo quadro d’insieme ampio che riguarda
l’occupazione del territorio dalla preistoria all’epoca cristiana.
Oggi sulla base dei dati ricavati dalle recenti campagne di scavo sistematico, si può cominciare ad illustrare e documentare “per contesti” i vari siti occupati dalle necropoli, dagli abitati o dai singoli monumenti,che in precedenza erano stati soltanto ubicati o parzialmente esplorati.
A tale scopo l’istituzione del museo territoriale intende dare un contributo all’approfondimento dei temi archeologici relativi al territorio ed agli insediamenti della penisola sorrentina ,esponendo-secondo linee tematiche e per tagli cronologici - i materiali frutto delle più recenti campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza nel territorio della penisola.
A ciò va aggiunto lo sforzo di presentare anche i materiali dispersi nelle varie collezioni, da quelle del museo archeologico di Napoli a quelle private.
L’istituzione del museo risponde, inoltre, alla sempre crescente domanda del turismo culturale che ha fatto registrare un’altissima presenza di visitatori alle prime mostre organizzatedalla Soprintendenza:la prima,nel luglio del 1994 a villa fiorentino e la seconda, nel novemmbre del 1995, al convento del Deserto di S.Agata sui due Golfi. L’attività di ricerca, valorizzazione e promozione ha contribuito, altresì, alla crescita culturale delle persone e dei giovani ed ha rafforzato il rapporto tra le istituzioni, il mondo del volontariato e quello della scuola.
La creazione di un polo espositivo che rimanda a percorsi culturali nei vari comuni della penisola- dove le varie vocazioni saranno sottolineate da mostre temporanee o permanenti- oggi è resa possibile grazie alla destinazione a tale scopo di parte delle sal della splendida Villa Fondi e del suo parco.
L’idea è quella di ripercorrere e di ricostruire, attraverso ampi supporti didattici e multimediali, le fasi di popolamento di trasformazione della penisola sorrentina dall’età preistorica fino all’età romana. A tale scopo saranno esposti i reperti più significativi e per lo più inediti delle necropoli, da quella del Gaudo di piano a quella classica di Vico Equense, fino quella romana di Sorrento di recente esplorazione, nonchè una prima ipotesi di ricostruzione dell’impianto urbanistico di Sorrento, degli apparati decorativi delle importanti ville marittime come quella di Pollio Felice, del Capo di Massa e di Marina della Lobra.
L’esposizione e l’allestimento avranno l’obiettivo di sottolineare come la penisola sorrentina sia partecipe di una cultura omogenea, che comprende le aree limitrofe dell’entroterra della Campania e della Costa, facendo da ponte tra i due golfi. Saranno perciò illustrati i primi insediamenti, i commerci, i culti, la lingua, l’artigianato, la formazione delle città, fino alla massima espressione della “luxuria” romana che portò a popolare la costa di innumerevoli e prestigiose ville.
Esempio significativo dell’appropriazione della natura e dell’adattamento delle strutture all’aesaltazione di essa è la realizzazione dello splendido ninfeo di età giulio-claudia, di recente scoperto a Massalubrense, che verrà ricostruito nel parco di Villa Fondi, quasi a sottolineare la naturale continuità.
Oggi sulla base dei dati ricavati dalle recenti campagne di scavo sistematico, si può cominciare ad illustrare e documentare “per contesti” i vari siti occupati dalle necropoli, dagli abitati o dai singoli monumenti,che in precedenza erano stati soltanto ubicati o parzialmente esplorati.
A tale scopo l’istituzione del museo territoriale intende dare un contributo all’approfondimento dei temi archeologici relativi al territorio ed agli insediamenti della penisola sorrentina ,esponendo-secondo linee tematiche e per tagli cronologici - i materiali frutto delle più recenti campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza nel territorio della penisola.
A ciò va aggiunto lo sforzo di presentare anche i materiali dispersi nelle varie collezioni, da quelle del museo archeologico di Napoli a quelle private.
L’istituzione del museo risponde, inoltre, alla sempre crescente domanda del turismo culturale che ha fatto registrare un’altissima presenza di visitatori alle prime mostre organizzatedalla Soprintendenza:la prima,nel luglio del 1994 a villa fiorentino e la seconda, nel novemmbre del 1995, al convento del Deserto di S.Agata sui due Golfi. L’attività di ricerca, valorizzazione e promozione ha contribuito, altresì, alla crescita culturale delle persone e dei giovani ed ha rafforzato il rapporto tra le istituzioni, il mondo del volontariato e quello della scuola.
La creazione di un polo espositivo che rimanda a percorsi culturali nei vari comuni della penisola- dove le varie vocazioni saranno sottolineate da mostre temporanee o permanenti- oggi è resa possibile grazie alla destinazione a tale scopo di parte delle sal della splendida Villa Fondi e del suo parco.
L’idea è quella di ripercorrere e di ricostruire, attraverso ampi supporti didattici e multimediali, le fasi di popolamento di trasformazione della penisola sorrentina dall’età preistorica fino all’età romana. A tale scopo saranno esposti i reperti più significativi e per lo più inediti delle necropoli, da quella del Gaudo di piano a quella classica di Vico Equense, fino quella romana di Sorrento di recente esplorazione, nonchè una prima ipotesi di ricostruzione dell’impianto urbanistico di Sorrento, degli apparati decorativi delle importanti ville marittime come quella di Pollio Felice, del Capo di Massa e di Marina della Lobra.
L’esposizione e l’allestimento avranno l’obiettivo di sottolineare come la penisola sorrentina sia partecipe di una cultura omogenea, che comprende le aree limitrofe dell’entroterra della Campania e della Costa, facendo da ponte tra i due golfi. Saranno perciò illustrati i primi insediamenti, i commerci, i culti, la lingua, l’artigianato, la formazione delle città, fino alla massima espressione della “luxuria” romana che portò a popolare la costa di innumerevoli e prestigiose ville.
Esempio significativo dell’appropriazione della natura e dell’adattamento delle strutture all’aesaltazione di essa è la realizzazione dello splendido ninfeo di età giulio-claudia, di recente scoperto a Massalubrense, che verrà ricostruito nel parco di Villa Fondi, quasi a sottolineare la naturale continuità.
Stefano De Caro
Tommasina Budetta
Tommasina Budetta



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