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La carta archeologica PDF Stampa E-mail
Domenica 20 Marzo 2005 20:36
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La carta archeologica della penisola sorrentina, redatta all’epoca della pubblicazione, nel lontano 1946,del libro “Surrentum” (P.Mingazzini, F.Pfister-“Surrentum” – Forma Italia, Roma 1946) resta ancora il punto di partenza della ricerca archeologica racchiudendo,in una sintesi grafica e cartografica, tutte le presenze archeologiche note,sia attraverso dati di archivio,sia dai ritrovamenti (quasi sempre occasionali) effettuati fino a quel momento,così da avere un primo quadro d’insieme ampio che riguarda l’occupazione del territorio dalla preistoria all’epoca cristiana.
Oggi, sulla base dei dati ricavati dalle recenti campagne di scavo sistematico,si può cominciare a illustrare e documentare “per contesti” i vari siti occupati dalle necropoli,dagli abitati o dai singoli monumenti che in precedenza erano stati soltanto ubicati o parzialmente esplorati.
La penisola Sorrentina è sicuramente una meta turistica tra le più prestigiose della Campania, sia per la straordinaria bellezza del paesaggio che per la qualità dei servizi  delle strutture ricettive ed organizzative:poste al centro dei golfi  di Salerno e Napoli,lungo le più importanti rotte del Mediterraneo è stata attraversata ed è venuta a contatto con genti e culture che hanno determinato l’evoluzione storica e culturale della Campania.
Il centro economico e commerciale dell’intera penisola era Surrentum, infatti il territorio di Sorrento è stato sempre considerato dagli antichi scrittori confinante da un lato con quello di stabia, dall’altro con l’agro picentino, ricomponendo così l’intero territorio dell’attuale penisola sorrentino-amalfitana.
La tradizione mitica ricorda l’arrivo dei Greci e attribuisce la fondazione della città a Liparo, figlio del re Ausone che, grazie all’aiuto di Eolo, conquistò Sorrento, dove regnò e fu sepolto con grandi nori. Riflessi certi della grecità della penisola sorrentina sono le tradizioni sui santuari delle Sirene e di athena, ubicati rispettivamente presso Sorrento (pur attribuendo il nome Sirene ai galli , I due scogli di fronte Positano)  e sul promontorio di punta Campanella . In epoca successiva Sorrento non battè moneta ed è quaindi ipotizzabile che facesse parte della lega nucerina insieme con Stabia ed Ercolano.
In età imperiale, così come per Capri, l’elemento principale fiu la bellezza del paesaggio che determinò il fiorire di moltissime ville marittime lungo la costa,il cui momento di splendore massimo è da collocare tra l’età di cesare e quella di Adriano.
Anche il territorio della Penisola Sorrentina così come i più noti siti vesuviiani conobbe la distruzione e l’bbandono a seguito dell’eruzione 79 d.C.

Fonte - Guida a cura di Tommasina Budetta
 

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