Il mio paese sulla costa a picco,
vi sbatte il mare savando grotte enormi,
bocche di ciclopi urlanti.
Oltre e' un'isola azzurra.
Il mio paese antico, lo raggiunge
solamente il cuore quando piange
e si trasforma in albatro.
Mio paese d'un tempo, coi "veraggi",
marinai che restavano a terra
ad avvistare bastimenti a vela
e gridarne il nome,
quei vecchi che arrancavano alle case
per strade in salita
e l'ansia andava incontro all'infinito
la dove la nave appariva.
Ma nessuno ricorda, io
perche' l'ha detto mio padre, mio nonno
lupi marini ormai fantasmi
nel tufo delle grotte. Mio paese di storie,
di fatica, di rischio, d'avventura
nell'ansia delle donne che odiano il mare,
quelle donne dolci,
nereidi davanti alle candele.
E storie di naufrgi,
velieri che non sono ritornati, il dolore
senza pane, tremendo.
I miei avi, capitani d'altura,
affilavano la prua ai bastimenti
come coltelli contro l'ignoto,
assetati di vento, uccelli migratori.
A volte s'odono nuvole gridare,
echi, accordi di chitarre
di quegli uomini dall'orecchino d'oro.
Oggi che le memorie volano coi gabbiani,
con uomini nuovi, dello stess sangue
dei vecchi lupi dall'anima verde.
E il mare batte come il cuore di Dio.
vi sbatte il mare savando grotte enormi,
bocche di ciclopi urlanti.
Oltre e' un'isola azzurra.
Il mio paese antico, lo raggiunge
solamente il cuore quando piange
e si trasforma in albatro.
Mio paese d'un tempo, coi "veraggi",
marinai che restavano a terra
ad avvistare bastimenti a vela
e gridarne il nome,
quei vecchi che arrancavano alle case
per strade in salita
e l'ansia andava incontro all'infinito
la dove la nave appariva.
Ma nessuno ricorda, io
perche' l'ha detto mio padre, mio nonno
lupi marini ormai fantasmi
nel tufo delle grotte. Mio paese di storie,
di fatica, di rischio, d'avventura
nell'ansia delle donne che odiano il mare,
quelle donne dolci,
nereidi davanti alle candele.
E storie di naufrgi,
velieri che non sono ritornati, il dolore
senza pane, tremendo.
I miei avi, capitani d'altura,
affilavano la prua ai bastimenti
come coltelli contro l'ignoto,
assetati di vento, uccelli migratori.
A volte s'odono nuvole gridare,
echi, accordi di chitarre
di quegli uomini dall'orecchino d'oro.
Oggi che le memorie volano coi gabbiani,
con uomini nuovi, dello stess sangue
dei vecchi lupi dall'anima verde.
E il mare batte come il cuore di Dio.
Antonio Cacace



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