Tre storie
Cesare De Marchi
Collana: I Narratori
Pagine: 160
Prezzo: Euro 12
Cesare De Marchi
Collana: I Narratori
Pagine: 160
Prezzo: Euro 12
In breve
Tre storie, quasi tre romanzi brevi. Una lingua sensibile che varia dall’ironia alla comicità, dall’introspezione al movimento drammatico. Un gioco letterario in cui non si distingue il vero dal verosimile, la citazione dall’invenzione.
Il libro
Tre storie. Tre peregrinazioni. Tre immersioni in un passato illustre, reinventato, emozionato, elettrizzato dalla fantasia letteraria di uno scrittore in stato di grazia.
Nella prima il poeta-mercante trecentesco Lapo Pegolotti lascia Firenze con le sue carovane di mercanzia; trasformando i suoi viaggi in occasioni letterarie, riesce a farsi ricevere da Dante a Ravenna, prende quasi abusivamente parte alla scalata del Mont Ventoux con Petrarca, ritrova Boccaccio a Firenze dopo la peste e salva il Decamerone, quindi scrive di suo un poema in terza rima… Alla vigilia dell’alluvione del 1966 un "filologo di second’ordine" segue le sue tracce nell’archivio della Biblioteca Nazionale di Firenze.
La seconda storia è quella del grande poeta italiano, il cui nome sarà rivelato solo nell’ultima riga del libro. In fuga da nemici reali o immaginari, scende da Ferrara per l’Italia, attraversa a piedi l’Appennino, s’imbarca a Gaeta e giunto finalmente a Sorrento, travestito da pastore, si presenta alla sorella per annunciarle la propria morte…
La terza è la peregrinazione di un filosofo illustre: il professor Hegel di Berlino, che al culmine della sua carriera fa una lunga escursione sulle Alpi bernesi. Sempre "accigliato per la forza interna dei pensieri", insofferente coi due assistenti che l’accompagnano, incapace d’arguzia, perde la pazienza di fronte a un ritratto del detestato Washington e la dignità rievocando la pazzia di un amico di gioventù, il poeta Hölderlin.
Fonte - www.feltrinelli.it
Tre storie, quasi tre romanzi brevi. Una lingua sensibile che varia dall’ironia alla comicità, dall’introspezione al movimento drammatico. Un gioco letterario in cui non si distingue il vero dal verosimile, la citazione dall’invenzione.
Il libro
Tre storie. Tre peregrinazioni. Tre immersioni in un passato illustre, reinventato, emozionato, elettrizzato dalla fantasia letteraria di uno scrittore in stato di grazia.
Nella prima il poeta-mercante trecentesco Lapo Pegolotti lascia Firenze con le sue carovane di mercanzia; trasformando i suoi viaggi in occasioni letterarie, riesce a farsi ricevere da Dante a Ravenna, prende quasi abusivamente parte alla scalata del Mont Ventoux con Petrarca, ritrova Boccaccio a Firenze dopo la peste e salva il Decamerone, quindi scrive di suo un poema in terza rima… Alla vigilia dell’alluvione del 1966 un "filologo di second’ordine" segue le sue tracce nell’archivio della Biblioteca Nazionale di Firenze.
La seconda storia è quella del grande poeta italiano, il cui nome sarà rivelato solo nell’ultima riga del libro. In fuga da nemici reali o immaginari, scende da Ferrara per l’Italia, attraversa a piedi l’Appennino, s’imbarca a Gaeta e giunto finalmente a Sorrento, travestito da pastore, si presenta alla sorella per annunciarle la propria morte…
La terza è la peregrinazione di un filosofo illustre: il professor Hegel di Berlino, che al culmine della sua carriera fa una lunga escursione sulle Alpi bernesi. Sempre "accigliato per la forza interna dei pensieri", insofferente coi due assistenti che l’accompagnano, incapace d’arguzia, perde la pazienza di fronte a un ritratto del detestato Washington e la dignità rievocando la pazzia di un amico di gioventù, il poeta Hölderlin.
Fonte - www.feltrinelli.it



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