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Sant'Agnello
Marion Francis Crawford PDF Stampa E-mail
Lunedì 24 Gennaio 2005 23:52
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Francis Marion Crawford (1854-1909) è un caso fra i più curiosi e insoliti della letteratura americana di fine Ottocento. Cattolico osservante, eccezionale poliglotta e studioso di culture esotiche, ma anche marinaio, schermitore e architetto. Fu autore di 44 romanzi che ottennero un successo di mercato straordinario fra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento.

Era nato in Italia, specificamente a Bagni di Lucca, e durante gli anni formativi la sua città era Roma. Suo padre, un noto scultore di New York, morì quando il ragazzo aveva tre anni. Sua madre Louisa Cutler Ward Crawford volle che suo figlio avesse un'educazione religiosa e che restasse americano. Nel 1870 Louisa lo mandò in Inghilterra per prepararsi con un tutore per l'università di Cambridge. Nell'arco di sette anni Crawford frequentò quattro università, in Inghilterra, in Germania e a Roma. A ventisei anni  conosceva alla perfezione l'inglese, l'italiano, il tedesco, il francese, e leggeva il greco, il latino e il sanscrito. Tornato a New York, con l'aiuto di uno zio incominciò a scrivere articoli per giornali e riviste, e da lì a poco il primo romanzo Mr. Isaac, che ebbe un successo immediato di pubblico, e Crawford ne fece un seguito l'anno appresso. Sposò Elizabeth Berdan, figlia dell'inventore del fucile Berdan e commerciante internazionale di armi, e con lei nel 1885 trascorse l'estate presso l'hotel Cocumella, una vecchia, anzi, in certe sue parti, antica villa di Sant'Agnello, vicino Sorrento. Il fascino dell'albergo e le bellezze del sito esercitarono sulla coppia una tale attrazione che l'idea di ritornare in America si faceva sempre più lontana. Quindi presero in affitto la bellissima Villa de Renzis, la quale divenne villa Crawford nel 1887 quando la giovane coppia l'acquistò, e così si chiama a tutt'oggi, punto di riferimento familiare e suggestivo lungo la costa sorrentina. Chi vi passa davanti in barca, sotto gli imponenti strapiombi che delimitano i frutteti, la riconosce facilmente dai robusti bastioni fatti erigere da Crawford per impedire le frane, nonché dall'iscrizione in caratteri cubitali: IN TEMPESTATE SECURITAS. Qui i Crawford vissero con lusso: furono questi gli anni del successo e della felicità. Ogni nuovo romanzo era un best seller e reportages sul suo alto tenore di vita apparivano sulla stampa, lo si chiamava il "principe di Sorrento" e veniva salutato come il più grande romanziere americano. E' innegabile che Crawford sentiva la tensione suscitata dal suo amore per l'Italia da una parte e, dall'altra, l'esigenza di risiedere in America. Basta ricordare che, per anni, egli viveva sei mesi all'anno a New York in un appartamento sopra gli uffici della Macmillan, la sua casa editrice, e gli altri sei mesi li passava a Sant'Agnello. L'America rappresentava gli affari; l'Italia la vita come egli voleva viverla, la vita degli ambienti belli, dell'arte, della storia, e delle attrattive culturali.
Il 12 aprile 1909 il Municipio di Sorrento faceva affiggere il seguente avviso funebre, firmato dal sindaco Tramontano: "Cittadini, vi annunzio la morte di F. Marion Crawford. Egli sentì sempre affetto grandissimo nel nostro paese. In questa sua residenza di elezione scrisse non pochi importanti lavori letterari, illustrando la dolcezza del clima, la posizione incantevole delle nostre contrade e l'animo gentile dei nostri abitanti. Onorare la memoria dell'insigne uomo è dovere di ogni cittadino. Le esequie hanno luogo stamane alle ore 10, muovendo dalla villa dell'estinto".
Poche settimane dopo, su The Bellman, un commosso cronista americano descriveva il passaggio della bara "coperta da una grande croce di gigli, portata a spalla da abbronzati marinai: gli stessi che governavano la sua barca, con i capelli ormai grigi dopo molto anni di servizio, seguiti dai sindaci e dai rappresentanti degli altri comuni da delegazioni di varie associazioni coni loro vessilli, e da una folla di cittadini, preti e soldati appartenenti ad ogni classe, tra i quali spiccavano in grandi quantità i poveri e i bambini".
Il corteo funebre aveva attraversato Sant'Agnello drappeggiata di bandiere italiane e americane mentre sugli annunci listati a lutto si leggevano, secondo il cronista, espressioni come "lutto cittadino", "profondo dolore", e "imperitura memoria". Più in alto, nel piccolo cimitero, si levavano poi i canti funebri seguiti dai discorsi di vari oratori.
E' improbabile che in mezzo a questa folla ci fossero molti lettori dei quarantaquattro romanzi di Crawford scritti tra il 1882 e il giorno della sua morte, ma in un certo senso, anche questo era il suo pubblico poiché la sua vita personale e le creazioni della sua fantasia letteraria rispondevano a un canone estetico nel quale era difficile discernere i confini tra la fantasia e la realtà.
Se il romanzo era per lui un teatro tascabile, anche la sua vita era recitata sulla scena del mondo, a New York come a Sant'Agnello, secondo un copione sempre uguale, adattabile a qualsiasi scenografia.


CONVEGNO INTERNAZIONALE CRAWFORD - 7-8-9 maggio 1988 - Grand Hotel Cocumella - Sant'Agnello

Apertura del convegno e saluto
Giacomo Sagristani - Sindaco di Sant'Agnello

Ammirato dai suoi contemporanei che lo denominarono il Magnifico Crawford, stimato e rispettato dagli abitanti della penisola ed in particolare da quelli di S. Agnello dove viveva in una villa che tuttora è tra le più belle dell'intera costiera, Marion  Crawford è stato ed è uno scrittore che merita un riconoscimento di valore letterario che a torto in Italia non gli è stato del tutto attribuito.
Gli studiosi conoscitori delle sue opere ci fanno sapere che i suoi lettori di lingua inglese ebbero, fra la fine dell'800 e l'inizio del 900, grande ammirazione per i suoi romanzi che trovavano affascinanti perché rappresentavano, in un mondo che all'epoca apprezzava la fantasia e l'esotismo, una descrizione di viaggi avventurosi, di paesi sconosciuti, di ardite introspezioni nei misteri dell'occulto.
Crawford viaggiò moltissimo, fu osservatore attento, ebbe al pari di altri scrittori suoi contemporanei una grande capacità descrittiva di tutto quello che vedeva e  che in particolare colpiva la sua attenzione.
Le sue opere vanno certamente prese, anche dai lettori attuali abituati forse a generi e stili letterari diversi, in maggiore considerazione e stima.
Per fortuna vi sono degli appassionati cultori e studiosi dello scrittore che intendono portare a conoscenza del grosso pubblico le sue opere.
Per noi abitanti di S. Agnello esiste un debito di doverosa riconoscenza nei confronti di questo nostro concittadino che tanto lustro ha dato al nostro paese.
E scrivo concittadino perché, anche se purtroppo pochi ne sono a conoscenza, a Crawford fu conferita, circa 80 anni fa e più precisamente in una seduta del consiglio comunale del lontano 23 dicembre 1908, la cittadinanza onoraria del Comune di Sant'Agnello.
In tale seduta si deliberò altresì che una delegazione di consiglieri si recasse a villa Crawford per comunicare l'avvenimento all'illustre scrittore. Di tale visita, certamente avvenuta, non ho purtroppo trovato tracce negli scritti dell'epoca.
Nell'aprile 1909, poco tempo dopo la sua morte, il consiglio comunale deliberò la donazione del suolo cimiteriale dove riposa la sua salma, perché egli volle essere sepolto a S. Agnello per volontà espressa nel suo testamento come segno di attaccamento alla terra che per tanti anni lo aveva ospitato e di cui possiamo certamente essere orgogliosi.
Sempre nella stessa seduta fu deliberato di porre una targa ricordo presso la sua casa. Targa che per altro non è stata ancora collocata.
La speranza che sorregge tutti noi è che questa, come le altre iniziative collegate al convegno, non resti un fatto culturale circoscritto a pochi appassionati, ma determini un risveglio di interesse nel grosso pubblico per l'opera dello scrittore e per un piccolo paese, S. Agnello, da lui tanto amato.

 

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